Max Janot’s World

26 settembre 2008

Il paradiso degli orchi

Filed under: libri — maxjanot @ 3:53 pm
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Il paradiso degli orchi - Daniel Pennac

Il paradiso degli orchi - Daniel Pennac

Il Paradiso degli orchi è il primo libro del ciclo di Malaussène creato da Daniel Pennac e che narra le vicende di Benjamin Malaussène, bizzarro personaggio che per mantenere la sua famiglia disneyana, lavora in un Grande magazzino, teatro di una serie di strani “omicidi”.

Benjamin Malaussène è il figlio primogenito di una madre perennemente in fuga d’amore, che conclude ogni avventura sentimentale con un nuovo pargolo. La sua famiglia è composta da: Thérèse, che ha spiccate doti di chiaroveggenza; Clara, che non si separa mai dalla sua fedele macchina fotografica; Louna, alle prese con una gravidanza che medita di interrompere per paura di perdere il compagno; Jeremy il più pestifero di tutti, e il Piccolo, con i suoi occhiali rosa che servono a placare i suoi incubi popolati da orchi.

La voce femminile si diffonde dall’altoparlante, leggera e piena di promesse come un velo da sposa:
– Il signor Malaussène è desiderato all’Ufficio Reclami.

Particolare è anche il lavoro che Benjamin fa per vivere. Ufficialmente è impiegato del Controllo Tecnico del Grande Magazzino, in realtà fa il “Capro Espiatorio”; è pagato infatti per essere umiliato e accusato di incompetenza da un suo superiore davanti ai clienti inferociti venuti per fare reclamo in modo che questi, mossi a compassione, rinuncino al risarcimento.

Il libro, in definitiva, è una sorte di giallo atipico, infatti pur avendo tutti gli elementi classici del genere, una trama scorrevole, suspence ed imprevedibili colpi di scena, la storia, assolutamente surreale, finisce con l’essere in secondo piano rispetto ai personaggi.

Lo stile ironico e pungente di Pennac rende la lettura molto gradevole e non annoia mai, quasi sempre capisci il significato di una frase alla fine della stessa. Il contesto surreale in cui vivono personaggi strampalati, stimola la fantasia e fa sorridere a tal punto che non si può fare a meno di affezionars a loroi.

Nota dolente è, però, lo svilupparsi della storia ed il dipanarsi della trama che non mi ha soddisfatto molto. Sembra quasi che lo sforzo di caratterizzare i personaggi in maniera così pungente e di descrivere i dialoghi in maniera così ironica, gli abbiano fatto perdere di vista la storia in sé, lasciando il lettore un po’ deluso per il finale non proprio all’altezza.

Toglietemi il mondo dalle orecchie, mi piacerà. Tappatemi gli occhi, morirò. – Benjamin Malaussène

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10 settembre 2008

Survivor

Filed under: libri — maxjanot @ 10:55 am
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Survivor - Chuck Palahniuk

Survivor - Chuck Palahniuk

Survivor è il secondo libro di Palahniuk che ho letto. L’ho trovato sicuramente ai livelli di Soffocare, se non leggermente superiore, sia per i contenuti che per lo stile, così coinvolgente che una volta iniziato bisogna finirlo tutto d’un fiato.

Tender Branson è un membro della chiesa Creedish, una setta che vive nell’isolamento temporale e non crede nel progresso, dove solo i primogeniti si sposano e restano all’interno della comunità, mentre gli altri figli vengo spediti “all’esterno” (è chiaro il riferimento alla diffusa comunità Amish d’America). La religiosità del protagonista viene messa a dura prova quando viene spedito nel mondo e comincia a fare i lavori più impensabili, da maggiordomo, a consigliere di galateo, fino ad istigatore al suicidio: “La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni. Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perché, che cosa mai le rimarrebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile.“.

La svolta nella sua vita arriva quando, in seguito ad un suicidio di massa, resta l’ultimo sopravvissuto della sua setta. A quel punto il carrozzone mediatico ne fa una star di prima grandezza, riscrivendo da zero la storia della sua vita fino all’inevitabile epilogo.

Palahniuk ancora una volta ci sorprende con una trovate geniale, una sorte di countdown sulla storia e sulla vita di Branson, numerando i capitoli e le pagine a ritroso. Sferzante la critica ai media, capaci di propinarci personaggi creati dal nulla per il solo scopo di abbindolare gli ascoltatori, al proliferare di culti, predicatori e stregoni che raggirano milioni di persone in tutto il mondo con finti miracoli e predizioni, fino ad una critica velata di tutte le religioni, che se seguite ciecamente, altro non sono che il proverbiale oppio dei popoli.

Un capolavoro, da leggere assolutamente.

Possiamo fare qualsiasi cosa, ma finché restiamo in vita sarà sempre sbagliata – Tender Branson

9 settembre 2008

Soffocare

Filed under: libri — maxjanot @ 10:31 pm
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Soffocare - Chuck Palahniuk

Soffocare - Chuck Palahniuk

Soffocare è il primo libro di Chuck Palahniuk che ho letto e che mi ha fatto scoprire il “polipo che ti afferra con i suoi tentacoli e ti trascina in un buco pauroso“, come lo ha definito Ammaniti.

“Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un altra parte. Perciò lasca perdere. Vattene. Sparisci, finchè sei ancora intero. Salvati. Ci sarà pure qualcosa di meglio alla TV”. L’inizio è spiazzante e mette il lettore di fronte alla realtà che la storia che sta per leggere è quella di uno sfigato in un mondo di sfigati. Victor Mancini, figlio di un’eco terrorista(anche se la madre neanche lo riconosce e lui è costretto a rivestire i panni di un avvocato), studente di medicina fallito (ha lasciato gli studi a metà e si limita a spaventare le spogliarelliste analizzando i nei sulle loro gambe infuocate e diagnosticando tumori e malattie mortali), sessodipendente, che per sbarcare il lunario lavora come comparsa in un museo vivente: la ricostruzione per turisti di un villaggio di Padri Pellegrini, assieme ad una nutrita schiera di sessodipendenti come lui, tra i quali spicca l’amico Denny, complice di tante (dis)avventure.

La genialità del protagonista emerge, però, dallo stratagemma che ha inventato per sbarcare il lunario e pagare il conto della clinica in cui la madre viene curata. Ogni sera si presenta in un ristorante diverso e finge di soffocare con un boccone. Prontamente uno degli ignari commensali lo aiuta e crede di salvargli la vita, sentendosi così una sorte di “padre adottivo” inviandogli ogni anno un assegno di sostegno.  Alla fine si convince di essere una sorte di eroe: “Soffocando, diventi una leggenda sul loro conto che queste persone alimenteranno e ripeteranno fino alla fine dei loro giorni. Crederanno di averti dato la vita. Potresti addirittura essere la buona azione di una vita, il ricordo che in punto di morte giustifica un’intera esistenza.

In conclusione possiamo dire che il libro rappresenta una sorta di viaggio nella vita di un individuo che cerca di ritrovare se stesso e di salvarsi dall’esperienza gretta che sta vivendo. E solo una geniale pazzia, glielo permetterà.

L’amore è una stronzata. Le emozioni sono una stronzata. Io ho un cuore di pietra. Sono uno stronzo. Sono un pezzo di merda egoista, e ne vado fiero. – Victor Mancini

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