Survivor - Chuck Palahniuk
Survivor è il secondo libro di Palahniuk che ho letto. L’ho trovato sicuramente ai livelli di Soffocare, se non leggermente superiore, sia per i contenuti che per lo stile, così coinvolgente che una volta iniziato bisogna finirlo tutto d’un fiato.
Tender Branson è un membro della chiesa Creedish, una setta che vive nell’isolamento temporale e non crede nel progresso, dove solo i primogeniti si sposano e restano all’interno della comunità, mentre gli altri figli vengo spediti “all’esterno” (è chiaro il riferimento alla diffusa comunità Amish d’America). La religiosità del protagonista viene messa a dura prova quando viene spedito nel mondo e comincia a fare i lavori più impensabili, da maggiordomo, a consigliere di galateo, fino ad istigatore al suicidio: “La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni. Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perché, che cosa mai le rimarrebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile.“.
La svolta nella sua vita arriva quando, in seguito ad un suicidio di massa, resta l’ultimo sopravvissuto della sua setta. A quel punto il carrozzone mediatico ne fa una star di prima grandezza, riscrivendo da zero la storia della sua vita fino all’inevitabile epilogo.
Palahniuk ancora una volta ci sorprende con una trovate geniale, una sorte di countdown sulla storia e sulla vita di Branson, numerando i capitoli e le pagine a ritroso. Sferzante la critica ai media, capaci di propinarci personaggi creati dal nulla per il solo scopo di abbindolare gli ascoltatori, al proliferare di culti, predicatori e stregoni che raggirano milioni di persone in tutto il mondo con finti miracoli e predizioni, fino ad una critica velata di tutte le religioni, che se seguite ciecamente, altro non sono che il proverbiale oppio dei popoli.
Un capolavoro, da leggere assolutamente.
Possiamo fare qualsiasi cosa, ma finché restiamo in vita sarà sempre sbagliata – Tender Branson

Dev’essere fikoo!!!
quasi quasi ci faccio un pensierino
Commento di silvia — 10 Settembre 2008 @ 3:00 pm |
Scrittore assolutamente geniale, non c’è che dire.
Commento di volkillibro — 10 Settembre 2008 @ 5:23 pm |